Desiderare Futuro: orientarsi non è una sfida ma una scelta

Scegliere il proprio futuro non è mai un’operazione indolore. Spesso i ragazzi si sentono schiacciati tra l’aspettativa di “trovare il lavoro giusto” e la paura di sbagliare strada.
Cosa succederebbe se l’orientamento non fosse solo una lista di opzioni, ma un viaggio alla scoperta di chi siamo veramente?
È questa la filosofia alla base del nostro più recente e gettonato percorso didattico: una proposta che trasforma l’orientamento in un’occasione di maturazione personale, in linea con le Linee Guida ministeriali. Non si tratta di dare risposte pronte, ma di insegnare ai ragazzi a farsi le domande giuste.
Le abilità tecniche da sole non bastano, quindi abbiamo puntato sulle competenze trasversali:
- Imparare a imparare: per restare curiosi tutta la vita.
- Spirito di iniziativa: per non subire le scelte, ma guidarle.
- Creatività: per trovare soluzioni nuove a problemi inediti.
Si parte da un aspetto fondamentale: l’alleanza educativa con docenti e famiglie, e si persegue un obiettivo ambizioso ma concreto: aiutare ogni studente a operare una sintesi della propria esperienza “unendo i puntini” tra ciò che ha imparato a scuola e ciò che sente di poter diventare nel mondo.
“Come mi vedo e come mi vedono gli altri?” il percorso si snoda partendo da questa domanda apparentemente semplice, che apre però orizzonti profondi.
Per arrivare a una scelta consapevole, abbiamo accompagnato gli studenti attraverso tre traguardi fondamentali:
- Mappare talenti e interessi: spesso i ragazzi non sanno nemmeno di avere un talento finché non hanno l’occasione di testarlo. Abbiamo creato spazi dove esplorare le proprie attitudini senza il peso del giudizio.
- Dare valore alla scelta: significa scartare le opzioni e questo può far paura. Il progetto insegna a gestire questa tensione, trasformando la scelta in un atto di libertà.
- Abbattere gli stereotipi: abbiamo lavorato duramente per superare i “preconcetti” legati a certi percorsi di studio o professioni, promuovendo una visione del futuro quanto più possibile priva di condizionamenti sociali o di genere.
Attraverso attività pratiche, i ragazzi hanno potenziato anche le abilità socio-relazionali e organizzative, le stesse che domani permetteranno loro di pianificare, valutare i propri progressi e riconoscere le competenze che già possiedono, valorizzando ogni piccolo traguardo raggiunto tra i banchi.
Un orientamento efficace è il miglior antidoto alla dispersione scolastica. Quando uno studente capisce il “perché” di ciò che studia, il suo impegno cambia radicalmente.
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