La tecnologia si tocca, si ascolta, si vive

Chi l’ha detto che la robotica è solo una questione di schermi e circuiti complessi? In una classe dove l’inclusione è il cuore pulsante del gioco, la tecnologia cambia volto e diventa un’esperienza sensoriale a tutto tondo.

Vi raccontiamo un percorso speciale di robotica educativa, nato con un obiettivo chiaro: abbattere le barriere. In una classe con una studentessa ipovedente, il robot non è più solo un oggetto da guardare, ma un compagno di avventure da toccare, ascoltare e programmare insieme.

Ecco come abbiamo trasformato l’aula in un laboratorio di esplorazione.

  1. “Piacere di conoscerti, Robot!”

Per iniziare, abbiamo deciso di mettere tutti sullo stesso piano. Come? Bendando l’intera classe. Il robot è passato di mano in mano: i ragazzi hanno dovuto esplorarlo usando solo il tatto. Tastare componenti e materiali ha permesso a tutti di mappare mentalmente l’oggetto, creando una connessione immediata e profonda che va oltre la vista.

  1. Muoversi nel buio: la missione dei suoni

Come fa un robot a evitare un ostacolo se non lo “vede”? Abbiamo programmato il nostro piccolo amico affinché rispondesse agli ostacoli non solo fermandosi, ma emettendo suoni differenti. In questo modo, la missione è diventata un’esperienza uditiva, rendendo la logica della programmazione accessibile e divertente per tutti.

  1. Un percorso… a fior di pelle

La classe ha costruito un percorso tattile: da bendati utilizzando i blocchi, bisognava scoprire il percorso della squadra avversaria . Il robot doveva seguire una pista percorrendo il percorso senza fare errori e facendo suoni diversi quando va dritto, va a destra e sinistra. Un modo fantastico per unire l’aspetto motorio a quello tecnologico!

  1. Messaggi segreti in Codice Morse

La robotica incontra la storia e la comunicazione. Abbiamo usato il robot per inviare messaggi cifrati utilizzando il codice Morse. Suoni lunghi e brevi per decifrare il codice insieme: la sfida ha stimolato la collaborazione e trasformato una lezione di logica in una sfida tra “agenti segreti”.

  1. Il Semaforo Sensoriale

Infine, abbiamo creato un semaforo speciale con Arduino IDE . Invece di basarsi solo sui classici colori rosso, giallo e verde, il nostro semaforo associava a ogni colore un LED luminoso e soprattutto un suono specifico. Un esempio perfetto di come la tecnologia possa diventare “universale”.

Tutto questo ci insegna che la robotica non serve solo a imparare il “coding”, ma che serve a aumentare la motivazione; a scoprire le proprie risorse perché ogni studente capisce che può apprendere con strategie diverse (tatto, udito, logica); a creare legami perché quando lavoriamo per includere un compagno di classe diventano tutti più consapevoli e uniti. In questa classe, non abbiamo solo costruito circuiti, abbiamo costruito ponti. Perché la vera tecnologia è quella che ci permette di stare meglio insieme, abbattendo le barriere fisiche, ma anche cognitive,  linguistiche, culturali.

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