La tecnologia si tocca, si ascolta, si vive

Chi l’ha detto che la robotica è solo una questione di schermi e circuiti complessi? In una classe dove l’inclusione è il cuore pulsante del gioco, la tecnologia cambia volto e diventa un’esperienza sensoriale a tutto tondo.
Vi raccontiamo un percorso speciale di robotica educativa, nato con un obiettivo chiaro: abbattere le barriere. In una classe con una studentessa ipovedente, il robot non è più solo un oggetto da guardare, ma un compagno di avventure da toccare, ascoltare e programmare insieme.
Ecco come abbiamo trasformato l’aula in un laboratorio di esplorazione.
-
“Piacere di conoscerti, Robot!”
Per iniziare, abbiamo deciso di mettere tutti sullo stesso piano. Come? Bendando l’intera classe. Il robot è passato di mano in mano: i ragazzi hanno dovuto esplorarlo usando solo il tatto. Tastare componenti e materiali ha permesso a tutti di mappare mentalmente l’oggetto, creando una connessione immediata e profonda che va oltre la vista.
-
Muoversi nel buio: la missione dei suoni
Come fa un robot a evitare un ostacolo se non lo “vede”? Abbiamo programmato il nostro piccolo amico affinché rispondesse agli ostacoli non solo fermandosi, ma emettendo suoni differenti. In questo modo, la missione è diventata un’esperienza uditiva, rendendo la logica della programmazione accessibile e divertente per tutti.
-
Un percorso… a fior di pelle
La classe ha costruito un percorso tattile: da bendati utilizzando i blocchi, bisognava scoprire il percorso della squadra avversaria . Il robot doveva seguire una pista percorrendo il percorso senza fare errori e facendo suoni diversi quando va dritto, va a destra e sinistra. Un modo fantastico per unire l’aspetto motorio a quello tecnologico!
-
Messaggi segreti in Codice Morse
La robotica incontra la storia e la comunicazione. Abbiamo usato il robot per inviare messaggi cifrati utilizzando il codice Morse. Suoni lunghi e brevi per decifrare il codice insieme: la sfida ha stimolato la collaborazione e trasformato una lezione di logica in una sfida tra “agenti segreti”.
-
Il Semaforo Sensoriale
Infine, abbiamo creato un semaforo speciale con Arduino IDE . Invece di basarsi solo sui classici colori rosso, giallo e verde, il nostro semaforo associava a ogni colore un LED luminoso e soprattutto un suono specifico. Un esempio perfetto di come la tecnologia possa diventare “universale”.
Tutto questo ci insegna che la robotica non serve solo a imparare il “coding”, ma che serve a aumentare la motivazione; a scoprire le proprie risorse perché ogni studente capisce che può apprendere con strategie diverse (tatto, udito, logica); a creare legami perché quando lavoriamo per includere un compagno di classe diventano tutti più consapevoli e uniti. In questa classe, non abbiamo solo costruito circuiti, abbiamo costruito ponti. Perché la vera tecnologia è quella che ci permette di stare meglio insieme, abbattendo le barriere fisiche, ma anche cognitive, linguistiche, culturali.
Articoli consigliati

Desiderare Futuro: orientarsi non è una sfida ma una scelta
13 Gennaio 2026

Bando Attivamente – Progetto +API – Terza edizione
18 Dicembre 2025

