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| Api e biomonitoraggio dell'aria |
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Attraverso l'analisi di miele, cera, polline e tasso di mortalità è possibile infatti determinare i livelli di pesticidi, metalli pesanti e idrocarburi presenti nell'aria e assorbiti dal suolo e dalla vegetazione. Il programma avvitato nel 2007 ha dato risultati incoraggianti. Lo studio in oggetto è in grado di fornire informazioni in merito all'inquinamento urbano e da antiparassitari in un ambito di 7 km2, ovvero l'ampiezza del territorio perlustrato dalle api bottinatrici. Il progetto vede inoltre la collaborazione dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie che fornisce gli strumenti e la metodologia per i campionamenti relativi al biomonitoraggio ambientale. Una tecnica che, a differenza delle tradizionali rilevazioni, non fotografa semplicemente lo stato dell'aria in un determinato momento, ma riesce a monitorare nel tempo il livello di sostanze inquinanti che si accumulano nel suolo ed entrano nella catena alimentare. Sostanze che nel Parco delle Energie Rinnovabili sono sensibilmente al di sotto della soglia critica. Si tratta di un risultato che rappresenta una conferma per la Fondazione Fenice, impegnata ormai da anni in una operazione di riqualificazione dell'area attraverso la messa a coltura di 36.000 nuove piante, in un progetto che vede natura e scienza a braccetto, al servizio dell'educazione ambientale e delle nuove energie. |

















Che le api siano animali laboriosi e utili all'uomo si sapeva, meno nota è la loro natura di bioindicatori e bioaccumulatori capaci di rivelare la qualità dell'aria che respiriamo e del cibo che mangiamo. Sono loro a perlustrare l'area del Parco delle Energie e le zone limitrofe, nell'ambito di un programma di biomonitoraggio della qualità dell'aria e dell'ambiente gestito da Fondazione Fenice.





